Accoglienza del Nuovo cucciolo

1. Porta a casa il cucciolo a fine settimana quando ci saranno due giorni da dedicare al nuovo venuto. Ci sarà tutto il tempo necessario per capirlo e conoscervi.
2. Metti il gattino in una stanza piccola con croccanti acqua e lettiera a disposizione ciò lo farà sentire  più a suo agio, quando si sarà abituato bene alla stanza (un paio di giorni) lasciatelo muoversi da lì ciò lo aiuterà ad orientarsi nella nuova casa. Nella stanza consiglio di  mettere un diffusore di feliway (ferormoni) che lo aiuterà a sentirsi più calmo.
3.Viaggiare per la prima volta in trasportino mette senza dubbio in stato di allarme. Quando la meta è raggiunta posare il cestino in un luogo tranquillo e spazioso, evitare i rumori forti ed improvvisi come la tv, radio o un elettrodomestico rumoroso. Una raccomandazione speciale se ci sono bambini in casa vanno educati al rispetto del nuovo arrivato. Sconsiglio l’uso di trasportini aperti in rete che tendono a far spaventare i cuccioli molto di più.
4. Sino al giorno del suo trasferimento il cucciolo ha vissuto una vita beata e felice con mamma gatta ed i fratellini. La prima sempre attenta e vicina, grande dispensiera di ottimo cibo, i secondi, giocherelloni e caldi compagni.Il cambiamento può un po’ spaventarlo quindi bisogna essere pazienti.
5. Mai prendere il gatto per la coda! A volte viene l’istinto di acchiappare quest’ultimo pezzo di gatto che ci sta sfuggendo che è rimasto fuori, in vista, da sotto il mobile. Non potremmo fargli offesa più grande con il risultato opposto di quello che vorremmo ottenere.
6. Mai corrergli dietro per prenderlo! Non faremmo altro che spingerlo a scappare più in là. La cosa più saggia è quella di aspettare che lui venga spontaneamente verso di noi e si lasci accarezzare e prendere.
7. Non avviciniamoci troppo a lui se vediamo che ancora non gradisce la nostra presenza; lasciamolo pure lontano alla distanza che ha scelto. Sappiate che ogni animale impaurito necessita una certa distanza dalla fonte della paura – distanza di fuga – per tranquillizzarsi e che secondo i suoi calcoli, gli dà la possibilità di fuggire. Dovrà essere lui a scegliere di accorciarla.
8. Alzare le mani sul gattino per correggere una cattiva abitudine non serve. Se vogliamo educarlo a non fare qualcosa  basta fare un gran rumore quando commette l’azione e accompagnando il rumore ad un secco no!  E magari una spruzzatina con un po’ d’acqua.Mai chiamare il cucciolo per nome quando lo si sgrida per non fargli associare una brutta sensazione al suo nome….
………che altro direi momento è arrivato godetevi il vostro nuovo compagno di vita!!!!

Curiosità e domande frequenti  sui Bengala 

Il gatto bengala è un felino selvatico?
No. Il gatto bengala è un gatto domestico (scientificamente: Felis catus) ottenuto solo inorigine con l’ibridazione, cioè con l’incrocio di specie differenti, tra il gatto leopardo asiatico (Prionailurus bengalensis) ed esemplari di gatto domestico di differenti razze (abissino,mau, somalo, ecc).Nel processo di ibridazione sino alla quinta generazione (F1, F2, F3,F4 e F5) vi è una parte di geni del progenitore selvatico: oltre la quinta generazione rimangono presenti solo un 3% di geni Prionolailurus sul totale.

Qual’è il temperamento del gatto bengala?

Il gatto bengala è un gatto molto socievole ed attivo. Ama il contatto con gli esseri umani verso i quali ha atteggiamenti particolarmente affettuosi. Ricerca costantemente stimoli di gioco. Anche in età adulta ama molto giocare ed interagire con gli ospiti della casa. Il gatto bengala ama anche molto l’acqua per cui non lasciatelo  bere in contenitori troppo leggeri.

Di quanto spazio ha necessità un gatto bengala?

Come abbiamo già detto è un gatto attivo ed atletico: occorre quindi non relegarlo in spazi angusti, lasciargli libertà per circolare tra le varie stanze di casa. Ottimo procurargli spazi verticali(tiragraffi).

Il gatto bengala ha esigenze particolari?

Nessuna. E’ un gatto attivo per cui è preferibile consentirgli di mantenersi in attività. Non ha predisposizioni a particolari malattie e risulta essere molto sano e forte. Sterilizzati i gatti di razza bengala non hanno particolare tendenza ad ingrassare ed intorpidirsi ma rimangono attivi e curiosi.

Quali sono le preferenze alimentari di un gatto bengala?

Dal punto di vista dell’alimentazione è importante fornirgli una dieta bilanciata e completa alternando cibi umidi e secchi. E’ importante somministrare prodotti di qualità, ad esempio croccantini Royal Canin oppure Hills; riteniamo che il croccantino di buona qualità sia un cibo che vada lasciato sempre a disposizione. Il cibo secco ha il vantaggio di conservarsi bene anche nei periodi caldi (ricordatevi però di conservarli in luoghi asciutti e non alla luce) e di essere particolarmente completo da un punto di vista nutrizionale. Alcuni gatti sembrano avere difficoltà ad accettare prodotti secchi in favore di cibi umidi ed alcuni risultano allergici ai cibi commerciali. Abbiamo potuto constatare che già dalle prime fasi di svezzamento i cuccioli di gatto bengala gradiscono moltissimo carne cruda  (pollo, tacchino, quaglia,manzo ecc), sia muscolo che frattaglie, (non esageriamo mai con il fegato). Noi somministriamo regolarmente carni crude tritate. Alcuni veterinari sconsigliano la somministrazione di carni crude: la nostra personale opinione è che il gatto, assai più del cane, è quasi esclusivamente un carnivoro: il tratto intestinale è molto corto quindi poco predisposto alle infezioni da salmonelle, ecc., poi le carni che suggeriamo sono comunque di provenienza da filiera destinata all’alimentazione umana, quindi più controllate sia nella produzione che nella lavorazione e distribuzione. La carne cruda per i gatti ha anche la funzione di dentifricio naturale. Sconsigliamo vivamente la somministrazione di avanzi, pasta, dolci, latte ecc. Non eccedere col pesce crudo che, contrariamente alle convinzioni comuni, contiene un enzima che contrasta l’assimilazione delle vitamine B.

Ci sono cose particolari da conoscere circa la salute del gatto bengala?

Il gatto bengala deve seguire le cure e la profilassi dedicate normalmente ai gatti domestici; premesso che il cucciolo viene consegnato già con il primo ciclo di vaccinazioni completato, le attività di profilassi sono essenzialmente: le vaccinazioni annuali, vaccinazione antirabbica se si desidera presentarlo a esposizioni o viaggi all’estero, profilassi contro la filariosi se si vive in un’area geografica a rischio, profilassi contro pulci o zecche (eseguibile facilmente in casa con prodotti tipo frontline, stronghold, ecc).

A titolo precauzionale nel caso di interventi chirurgici (ad esempio: sterilizzazione, ) viene vivamente sconsigliato l’uso di anestetici a base di ketamina ( Ketalar, Ketanest, Ketaset , ecc) in quanto il progenitore selvatico è particolarmente sensibile a questa sostanza: AVVISATE IL VOSTRO VETERINARIO.

Nel caso di un esemplare di gatto bengala da compagnia è preferibile la sterilizzazione?

Si, assolutamente. I gatti sessualmente attivi vivono una condizione particolare di stress difficilmente gestibile in un appartamento o abitazione. I comportamenti sessuali comportano la marcatura del territorio da parte dei maschi e calori molto forti da parte delle femmine: i maschi mostreranno aggressività nei confronti di tutti gli altri gatti ed irrequietezza, le femmine non fecondate riproporranno calori ad intervalli sempre più frequenti con il rischio di disturbi ormonali quali, ad esempio, la piometra. (i felini selvatici o randagi liberi in natura si accoppiano molto frequentemente ed hanno una vita media molto breve).

A quale età è consigliabile sterilizzare un cucciolo?

Riteniamo che l’operazione di sterilizzazione vada compiuta tra i 7 e gli 8 mesi d’età. Occorre sfatare la credenza che sia preferibile lasciare fare un calore o un accoppiamento al gatto prima della sterilizzazione. La sterilizzazione consente comunque lo sviluppo perfetto del gatto e previene lo sviluppo di comportamenti territoriali e/o sessuali di difficile gestione.

Quali sono cose e attrezzature sono necessarie per la cura di un gatto bengala?

Oggi vi sono un’infinità di accessori disponibili per i nostri mici. Le cose indispensabili sono: lettiera in plastica (anche coperta); uno o più tiragraffi (meglio composto ad ‘albero’ alto oltre 150 cm.) ciotole per il cibo (consigliamo in ceramica o acciaio abbastanza pesanti) un trasportino robusto con chiusura di sicurezza. Parlando di accessori non vi è che l’imbarazzo della scelta: a titolo d’esempio possiamo consigliarvi di acquistare una fontanella per bere tipo drinkwell: l’acqua rimarrà sempre pulita ed il vostro micio si divertirà un mondo. Ottimo sarebbe procurare al vostro bengala, una struttura verticale apposita perarrampicarsi e fornita di tiragraffi e pedane.